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IA: bolla finanziaria o bolla tecnologica?

Troppe persone confondono la bolla finanziaria con la bolla tecnologica.
Una bolla finanziaria riguarda la velocità della valutazione economica di un’azienda, ma non mette necessariamente in discussione la validità della tecnologia su cui essa opera. Si manifesta quando aspettative e capitali crescono più rapidamente dei flussi di cassa e di modelli di business sostenibili, o quando i ritorni non sono prevedibili nel medio-lungo periodo.
La bolla tecnologica è un’altra cosa.
Indica che la tecnologia alla base di un business è fondamentalmente sopravvalutata: in altre parole, non funziona come promesso o ha applicazioni molto più limitate di quanto si credesse inizialmente.
IA vs Criptovalute
Le criptovalute sono, a mio parere, l’esempio più lampante di bolla tecnologica. La blockchain è una tecnologia fondamentalmente inutile, che non risolve problemi reali che non siano già risolvibili con infrastrutture esistenti o con altri metodi più efficienti.

Gli LLM e le applicazioni basate su Intelligenza Artificiale, invece, non sembrano avere i tratti di una bolla tecnologica. Se queste ultime promettono capacità che non arrivano mai, reggendosi soltanto su marketing e narrazione, le IA hanno mantenuto le promesse iniziali.
Abbiamo osservato una crescita tangibile in tutti i settori correlati: hardware, data center, cloud e software applicativi, oltre a un’adozione rapida in settori non nativi. Per non parlare dell’utilizzo massiccio da parte del grande pubblico: quante persone usano quotidianamente ChatGPT o Gemini? E quante, invece, pagano in Dogecoin?
Le IA accelerano effettivamente la risoluzione di problemi reali. Riducono il tempo necessario per scrivere codice, produrre contenuti, analizzare dati, progettare soluzioni. Non possono (ancora?) sostituire l’opera umana, ma possono certamente assisterla se usate correttamente.
Attenzione però: il fatto che non si tratti di una bolla tecnologica non esclude che le IA possano aver alimentato una bolla finanziaria.
Il caso Amazon
Tra il 1997 e il 2000, con valutazioni azionarie irrazionali basate solo sul “potenziale” futuro, spesso addirittura ignorando i fondamentali, si generò la cosiddetta bolla dot-com. Il Nasdaq raggiunse un picco il 10 marzo 2000, ma seguì un crollo che portò al fallimento di molte aziende.

Amazon perse circa il 95% del suo valore toccando il minimo nel 2001. Per dare un termine di paragone: Bitcoin non ha mai registrato un drawdown del 95% nella sua intera storia.
Se aveste investito $1000 su Amazon sarebbero diventati $50.
Un caso interessante che dimostra come una società con fondamentali solidi, che può avere un impatto potentissimo nel futuro reale della società globale, possa subire una distruzione di valore finanziario quasi totale, senza che, nel lungo periodo, ciò implichi il fallimento del business o della tecnologia che lo ha reso operativo.
La volatilità, talvolta estrema, non è un’anomalia ma un comportamento atteso nelle fasi di assestamento di nuove infrastrutture tecnologiche.
Ancora più strabiliante è comprendere l’entità effettiva della crescita successiva allo scoppio della bolla. Cosa sarebbe successo se aveste investito $1000 in Amazon dopo il suo crollo quasi totale nel 2001?
Oggi vi trovereste con un capitale rivalutato del +113.700%.
In cifre: $1000 x 1137 = 1.137.000 dollari.
Un milione centotrentasettemila dollari.
Le bolle sono opportunità
L’intelligenza artificiale è una realtà operativa che sta cambiando, nel bene e nel male, lo scenario globale. Tuttavia, come ci insegna la storia, che non si ripete ma spesso fa rima: il valore reale di una tecnologia non protegge gli investitori dall’irrazionalità e dall’euforia dei mercati.
La lezione della bolla dot-com non è che Internet fosse un bluff, buono solo per mandare email e siti vetrina come tanti credettero dopo il crollo, ma che gli investitori avevano scommesso su un futuro che ha impiegato vent’anni per realizzarsi, pretendendo di incassarne i profitti in modo facile e veloce.
E sono stati puniti.
I mercati finanziari sono uno strumento per trasferire ricchezza dalle persone impazienti alle persone pazienti.
— Warren Buffett
Molte aziende già esistenti, che vendevano beni come cibo per animali, abbigliamento o servizi a livello locale, videro esplodere le loro valutazioni semplicemente pronunciando alcune parole chiave come “internet”, “.com” o aggiungendo un “e-commerce” alla loro narrazione.
La maggior parte di quelle aziende fallirono miseramente.
La velocità con cui l’IA può generare flussi di cassa e utili costanti per migliaia di aziende diverse in ogni settore, o addirittura sostituire eserciti di esseri umani attenti e capaci, potrebbe essere stata sovrastimata?
Quante applicazioni basate su IA saranno ancora vive tra 5-10 anni?
A voi la risposta.